Page 8 - Shkodra - L’Albania di inizio Novecento
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Considerando che la maggior parte delle fotografie di questo album mente a Marieta, una donna originaria di Gorizia, più anziana di lui
provengono dalla collezione Marubi, è opportuno spiegare chi di vent’anni. Alcuni storici della fotografia ritengono che Marieta
fossero Pietro Marubbi e i suoi seguaci, coloro che hanno permesso possa aver ispirato alcune delle sue opere e influenzato la sua
alla piccola e allora poco sviluppata Albania di ritagliarsi un posto di creatività, nonostante non vi fosse un matrimonio formale tra loro.
rilievo nella storia della fotografia europea.
A Scutari, Pietro si distinse anche come pittore e architetto. Disegnò
Pietro Marubbi nacque a Piacenza nel 1834, in un periodo di grande i progetti per la cattedrale e l’ambasciata italiana e dipinse diverse
fermento politico e sociale in Europa. L’Italia era ancora fram- chiese nei Balcani. Nel 1856, aprì il suo primo studio fotografi-
mentata tra vari regni e ducati, ma l’idea di una Repubblica unita, co, Dritëshkroja, che significa “scritto con la luce.” Le sue prime
basata su principi di libertà e giustizia, iniziava a diffondersi in tutto fotogra- fie note risalgono però al 1858.
il paese. Da giovane, affascinato da queste idee, Pietro si avvicinò
al movimento mazziniano. Dopo l’assassinio del Duca di Piacenza, Nel suo percorso, Pietro trovò un allievo in un giardiniere locale,
lasciò la sua città natale, trasferendosi prima a Corfù e poi a Valona, padre di due figli: Mati e Mikel Kodheli. Adottò artisticamente questi
fino a stabilirsi definitivamente a Scutari. Fu qui che, nel 1856, aprì giovani, inviandoli a Trieste per studiare fotografia presso lo studio
il primo studio fotografico in Albania, probabilmente il primo nei di Sebastianutti e Benque. Alla sua morte, nel 1903, Mikel prese le
Balcani. redini dello studio e il cognome Marubi, trasmettendo poi l’eredità a
suo figlio Gegë, creando così la “Dinastia Marubi.”
Pietro Marubbi (1832-1903) A metà Ottocento, Scutari era uno dei più importanti sangiaccati
dei Balcani, grazie alla sua posizione geografica strategica che ne Lo studio Marubi divenne celebre per i ritratti di persone di ogni
faceva un nodo cruciale per i commerci tra Oriente e Occidente. estrazione sociale, documentando in modo straordinario la vita
La città era un vivace centro culturale e cosmopolita, abitato da e la cultura dell’Albania dell’epoca. Oltre ai ritratti, Pietro realizzò
russi, francesi, inglesi, greci, spagnoli e da una numerosa comunità anche reportage fotogiornalistici per riviste estere, tra cui l’italiana
italiana. *Illustrazione Italiana*, offrendo uno spaccato unico e affascinante
di un mondo ancora poco conosciuto in Europa.
Pietro Marubbi, (diventato poi Pjetër Marubi), si legò sentimental-
Considering that most of the photographs in this album come photography historians believe that Marieta may have inspired
from the Marubi collection, it is appropriate to explain who Pietro some of his works and influenced his creativity, even though there
Marubbi and his successors were - those who enabled the small was no formal marriage between them.
Mikel Marubi (1870-1940) and then-underdeveloped Albania to carve out a prominent place in
the history of European photography. In Shkodra, Pietro also distinguished himself as a painter and
architect. He designed the plans for the cathedral and the Italian
Pietro Marubbi was born in Piacenza in 1834, during a time of great embassy and painted several churches in the Balkans. In 1856, he
political and social upheaval in Europe. Italy was still divided among opened his first photography studio, Dritëshkroja, meaning “written
various kingdoms and duchies, but the idea of a united Republic, with light.” However, his earliest known photographs date back to
based on principles of freedom and justice, was beginning to spread 1858.
across the country. As a young man, fascinated by these ideas,
Pietro became involved in the Mazzinian movement. After the as- In his journey, Pietro found a pupil in a local gardener, the father
sassination of the Duke of Piacenza, he left his hometown, moving of two sons: Mati and Mikel Kodheli. He artistically adopted these
first to Corfu and then to Vlora, eventually settling in Shkodra. It young men, sending them to Trieste to study photography at
was here that, in 1856, he opened the first photographic studio in the studio of Sebastianutti and Benque. Upon his death in 1903,
Albania, likely the first in the Balkans. Mikel took over the studio and adopted the Marubi surname, later
passing the legacy to his son Gegë, thus establishing the “Marubi
In the mid-19th Century, Shkodra was one of the most important Dynasty.”
Ottoman sanjaks in the Balkans, thanks to its strategic geograph-
ical location, which made it a crucial hub for trade between East The Marubi studio became famous for immortalizing portraits of
and West. The city was a vibrant, cosmopolitan cultural center, people from all walks of life, documenting in an extraordinary way
home to Russians, French, British, Greeks, Spaniards, and a large the life and culture of Albania of the time. In addition to portraits,
Italian community. Pietro also created photojournalistic reports for foreign magazines,
including Italy’s Illustrazione Italiana, offering a unique and fasci-
Pietro Marubbi, (later known as Pjetër Marubi), formed a close bond nating glimpse into a world still largely unknown in Europe.
Geg Marubi (1907 - 1984) with Marieta, a woman from Gorizia, twenty years his senior. Some
8 Shkodra Albania in the early 20 Century
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